Quando si parla di architettura sostenibile, il rischio è ridurre tutto a una questione di prestazioni energetiche, tecnologie o materiali certificati. Sono aspetti importanti, ma rappresentano solo una parte del problema.
Per noi, progettare in modo sostenibile significa prima di tutto costruire spazi più consapevoli: capaci di utilizzare meglio le risorse disponibili, dialogare con il contesto, rispondere alle esigenze reali delle persone e mantenere qualità e valore nel tempo.
La sostenibilità non dovrebbe essere un elemento aggiunto al progetto. Dovrebbe farne parte fin dall’inizio.
Partire dal luogo
Ogni edificio nasce all’interno di un contesto preciso. Orientamento, clima, esposizione solare, venti, vegetazione, caratteristiche del terreno e presenza dell’edificato circostante possono diventare strumenti di progetto prima ancora che vincoli.
Comprendere il luogo significa utilizzare ciò che è già disponibile: valorizzare la luce naturale, favorire la ventilazione, controllare l’irraggiamento, proteggere gli ambienti nelle ore più calde e costruire una relazione equilibrata tra interno ed esterno.
Molte strategie sostenibili iniziano proprio da qui, da scelte progettuali semplici ma determinanti, capaci di migliorare il comfort e ridurre il bisogno di ricorrere continuamente a soluzioni impiantistiche.
Riutilizzare prima di sostituire
Uno dei temi più importanti dell’architettura contemporanea riguarda il patrimonio costruito che già possediamo.
Ristrutturare, recuperare e trasformare un edificio esistente significa spesso evitare consumo di nuovo suolo, ridurre demolizioni e valorizzare risorse materiali e spaziali già presenti.
Questo non significa conservare tutto indiscriminatamente. Significa riconoscere ciò che possiede valore, comprendere quali elementi possono essere recuperati e intervenire in modo preciso dove la trasformazione è realmente necessaria.
L’architettura sostenibile passa anche dalla capacità di dare una nuova vita agli spazi esistenti.
Materiali che hanno senso
La scelta dei materiali non dovrebbe dipendere soltanto dall’immagine finale di un ambiente.
Origine, durata, possibilità di manutenzione, prestazioni e compatibilità con il contesto sono aspetti altrettanto importanti. Un materiale destinato a durare, facilmente manutenibile e utilizzato nel modo corretto può risultare più sostenibile di una soluzione apparentemente innovativa ma destinata a essere sostituita in poco tempo.
Legno, pietra, materiali naturali, superfici riciclate o prodotti tecnologicamente evoluti possono convivere all’interno dello stesso progetto. Ciò che conta è la coerenza con cui vengono scelti e utilizzati.
Luce naturale e comfort
La luce è una delle risorse progettuali più importanti e, allo stesso tempo, una delle più semplici da sottovalutare.
Una corretta disposizione degli ambienti e delle aperture permette di migliorare la qualità della vita quotidiana, ridurre il ricorso all’illuminazione artificiale e modificare profondamente la percezione degli spazi.
Ma progettare con la luce significa anche controllarla. Proteggere dalle radiazioni eccessive, utilizzare schermature adeguate e considerare l’orientamento consente di ottenere ambienti luminosi senza compromettere il comfort termico.
La sostenibilità nasce spesso dall’equilibrio tra esigenze differenti, non dalla massimizzazione di un singolo parametro.
Consumare meno, vivere meglio
L’efficienza energetica rimane naturalmente un elemento fondamentale. Un involucro ben progettato, impianti efficienti e fonti rinnovabili possono ridurre sensibilmente i consumi e migliorare le prestazioni di un edificio.
Ma l’obiettivo non dovrebbe essere soltanto quello di ottenere numeri migliori. Il progetto deve tradurre queste prestazioni in una qualità percepibile: temperature più stabili, migliore qualità dell’aria, comfort acustico e luminoso, ambienti più piacevoli da utilizzare durante tutto l’anno.
Un edificio efficiente che non offre qualità alle persone che lo abitano rimane, dal nostro punto di vista, un progetto incompleto.
Progettare per durare
La sostenibilità riguarda anche il tempo.
Spazi troppo legati a una tendenza, materiali difficili da mantenere o distribuzioni incapaci di adattarsi al cambiamento rischiano di rendere necessarie nuove trasformazioni dopo pochi anni.
Progettare per durare significa cercare equilibrio, flessibilità e qualità. Significa costruire ambienti capaci di evolvere insieme alle persone e alle attività che ospitano, senza perdere identità.
La durata diventa così una forma di sostenibilità tanto importante quanto il risparmio energetico.
Una responsabilità progettuale
Ogni scelta progettuale produce conseguenze: sullo spazio, sulle risorse, sul paesaggio e sulla vita quotidiana delle persone.
Per questo consideriamo la sostenibilità non come uno stile o una categoria separata dell’architettura, ma come una responsabilità che attraversa l’intero processo progettuale.
Significa interrogarsi prima di aggiungere, comprendere prima di trasformare e cercare soluzioni capaci di generare qualità con il minor spreco possibile di risorse.
Crediamo che l’architettura sostenibile non debba necessariamente dichiararsi tale. Dovrebbe riconoscersi nella qualità con cui utilizza ciò che ha a disposizione, nel rapporto che costruisce con il luogo e nella capacità di continuare a funzionare e ad avere valore nel tempo.
Giorgio Cofone
Cofone&Co